The best from New York Fashion Week

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New York, the Big Apple, a city loved and hated that does not accept the middle ground, the city where all were or where they dream of going at least once in their life.
New York, the Big Apple, the city that hosted some of the most important screenplays for film and TV series. Perhaps it is due to the cult series such as Sex and the City and films that have made history as Breakfast at Tiffany’s, which from this city we always expect something special.
But this time has not arrived. The collections presented at New York Fashion Week were not anything special, it went from one extreme to another. Clothes absolutely terrible where you could see the desire to emerge submitting new proposals and creative reinterpretations of fabrics, mix of styles and colors: here, TOO! This do, or rather overdoing it, out of tune! On the other hand, however, we proposed dull, insipid and monotone. We present here the news that we think deserve a mention.

New York, la Grande Mela, città amata e odiata che non accetta le vie di mezzo, città in cui tutti sono stati o in cui sognano di andare almeno una volta nella loro vita.
New York, la Grande Mela, città che ha ospitato alcune tra le più importanti sceneggiature di film e serie tv. Forse è  proprio grazie a serie cult come Sex and the City e  film che hanno fatto la storia come Colazione da Tiffany che da questa città ci aspettiamo sempre qualcosa di speciale.
Ma questa volta non è arrivato. Le collezioni presentate alla Fashion Week di New York non sono state nulla di speciale, si passava da un estremo all’altro. Capi assolutamente tremendi in cui si intravedeva la voglia di emergere presentando proposte nuove e creative, rivisitazioni di tessuti, mix di stili e colori: ecco, TROPPO! Questo fare, o meglio strafare,
stona! Dall’altro lato, invece, avevamo proposte scialbe, insipide e monotone. Vi presentiamo qui le news che secondo noi meritano una citazione. Continua a leggere